Ammodernamento dei frantoi oleari, 100 milioni a fondo perduto dal Mipaaf

Ammodernamento frantoi, 100 milioni di contributi a fondo perduto Artemide

Con fondi Pnrr le Regioni metteranno a bando contributi per rinnovare gli impianti di trasformazione dell’olio extravergine, migliorare la qualità del prodotto e la sostenibilità del processo produttivo

Per favorire l’ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento dell’olio extravergine di oliva, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità del processo produttivo, ridurre la generazione di rifiuti e favorirne il riutilizzo a fini energetici il Ministero delle politiche agricole mette a disposizione 100 milioni di euro per una misura Pnrr finalizzata al rinnovo degli impianti tecnologici, al miglioramento della qualità degli olii e a un generale incremento della sostenibilità della filiera olivicolo-olearia.

Obiettivo dichiarato della misura è, tra l’altro, l’introduzione di impianti di molitura a estrazione a “2 o 3 fasi” di ultima generazione e il riutilizzo dei sottoprodotti a fini energetici.

Il beneficio è nella forma del contributo in conto capitale con una intensità che sarà definita dalle Regioni e Province autonome nel rispetto dei massimali consentiti dalla normativa comunitaria così come richiamati negli Orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014 – 2020.

Il contributo è cumulabile con altri aiuti di Stato, compresi quelli in regime di de minimis, purché il cumulo non porti al superamento dell’intensità di aiuto stabilita per ciascuna tipologia di investimento.

Beneficiari

Aziende agricole e imprese agroindustriali, titolari di frantoi oleari, che effettuano estrazione di olio extravergine di oliva, sono iscritte nel portale dell’olio di oliva del Sian e hanno compilato il registro telematico di carico/scarico olio.

I beneficiari alla data di presentazione della domanda devono tra l’altro:

  • essere iscritti alla competente Cciaa ed essere titolari di partita Iva;
  • possedere l’autorizzazione unica ambientale (Aua);
  • dimostrare di essere proprietari o di avere titolo a disporre degli immobili ove intendono realizzare gli investimenti e a mantenerne la disponibilità per i cinque anni successivi.

Sono ammissibili progetti ammessi e non finanziati nell’ambito di bandi regionali del Psr per le tipologie di intervento 4.1.1 e 4.2.1

Interventi ammissibili

Sono ammissibili spese per:

  • ammodernamento/ampliamento di fabbricati nella misura strettamente necessaria all’introduzione di nuovi impianti e tecnologie e nel rispetto del principio Dnsh;
  • sostituzione/ammodernamento degli impianti di lavorazione, stoccaggio e confezionamento dell’olio extravergine di oliva e dei relativi sottoprodotti/reflui di lavorazione al fine di migliorare la performance ambientale soprattutto nella fase di produzione e gestione di sanse ed acque di vegetazione;
  • spese generali (onorari di architetti, ingegneri e consulenti; compensi per consulenze in materia di sostenibilità ambientale ed economica).

Non sono ammissibili l’acquisto di terreni, l’acquisto o la nuova costruzione di locali a fini produttivi, la mera sostituzione di impianti e attrezzature presenti in azienda, le spese di manutenzione di macchine, impianti e attrezzature esistenti.

Modalità di accesso

Il Ministero definirà ulteriori indicazioni con ulteriori provvedimenti di prossima pubblicazione, sulla base dei quali le Regioni emaneranno i bandi.

I nostri consulenti sono a disposizione per verificare i requisiti, calcolare i benefici ottenibili e assistere le aziende nella rendicontazione.

Per informazioni, contatta i nostri consulenti: clicca qui
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